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Relazione su serramenti in alluminio e pareti frangivento

Da oltre 70 anni si propongono al mercato dei privati i serramenti in alluminio per le chiusure dei balconi, delle verande, dei patii ecc…

Nel corso del tempo i prodotti offerti dal mercato hanno subito una evoluzione, dettata dall’esigenza dei consumatori ad usufruire di sistemi sempre più minimali nelle strutture portanti ed a completa scomparsa, che lasciassero inalterati sagome e prospetti degli edifici e che non rendessero necessari pesanti lavori di installazione, ciò sicuramente a beneficio della visuale, ma a scapito dell’isolamento termico e della tenuta stagna degli ambienti.
Andando ad analizzare le differenze tra i serramenti tradizionali ed i sistemi più innovativi di chiusura, tra cui i pannelli richiudibili ad impacchettamento realizzati da “Vetrate Panoramiche Italiane”, si può notare come il serramento di stampo tradizionale in origine veniva lavorato tagliando le barre grezze e, dopo essere stato lavorato in officina, veniva trattato con il sistema di anodizzazione.

Ancora oggi si vedono manufatti molto datati ma anche ben tenuti nella classica colorazione bronzo o argento (naturale).
Con il trascorrere del tempo molto poco o quasi niente è cambiato nell’aspetto estetico (quello visibile sia da dentro ma principalmente dall’esterno), molto invece è cambiato nei contenuti (non visibile se non ad una attenta analisi da vicino) e nelle prestazioni, oltre che (non da poco), nelle finiture estetiche (colore del metallo).
I serramenti, siano essi a battente siano essi a sporgere a bilico orizzontale e/o verticale o scorrevoli, hanno una ben evidente prerogativa, sono completamente intelaiati su tutto il perimetro indipendentemente dalle loro dimensioni. Hanno un telaio, che con ante aperte o chiuse è ben evidente, con dimensioni generose. Le parti apribili poi ne aumentano le dimensioni (poiché anch’esse hanno dimensioni generose). Il risultato finale lascia poco spazio alla vera e propria zona lucifera (parte di solo vetro) sacrificando un buon 30-35% dell’intero vano da chiudere.

Al di là delle dimensioni dei profilati di alluminio (ma potrebbero essere anche di legno oppure di ferro), i serramenti hanno subito una importante modificazione nelle profondità dei telai fissi e mobili ed anche nei contenuti.
Oggi infatti il serramento ha prestazioni molto elevate sia in termini di isolamento acustico, sia per quanto concerne la tenuta aria-acqua vento ed il risparmio energetico, il tutto anche al fine di soddisfare i canoni minimi richiesti dalla normativa vigente.
Un ruolo essenziale viene svolto dalle vetrazioni (zone lucifere): in origine, infatti, si era soliti installare semplici vetri con spessori 3 o 4 o al massimo 5 mm. (molto pericolosi in caso di rottura accidentale), mentre al giorno d’oggi si installano vetro camera con una o addirittura doppia camera d’aria, i vetri sono di spessori importanti oppure stratificati che aumentano sensibilmente l’isolamento acustico; spesso i vetri sono addirittura ricoperti con appositi film che aumentano
l’isolamento termico sia dall’interno verso l’esterno (basso emissivi) sia dall’esterno verso l’interno (selettivi o riflettenti).

Una ulteriore caratteristica evolutiva nel campo del serramento sono i tagli termici (interruzione della trasmittanza termica) utilizzati nella realizzazione degli stessi, unitamente a profili realizzati in alluminio, un metallo che li rende degli ottimi conduttori di calorie (caldo) e di frigorie (freddo).

Il taglio termico non è altro che una barra continua in poliammide di diversi spessori e profondità che interrompe la trasmissione della temperatura dall’esterno verso l’interno o la dispersione della temperatura dall’interno verso l’esterno.
Tutte le evoluzioni sin qui analizzate però non hanno influito in alcuna maniera nelle dimensioni sei prospetti dei profilati come inizialmente descritte, ma ne hanno aumentato solo le prestazioni.
Una ultima evoluzione che si è sviluppata sempre più è la finitura delle colorazioni, in relazione alle quali si è passati dal classico colore bronzo o argento degli anni ‘60-‘80 alle colorazioni con verniciatura a polveri degli anni ‘80-2000, fino ai nostri giorni, in cui le finiture sono sempre più ricche con effetti micacei , bucciati ed addirittura effetto legno: anche in questo caso, però, la continua ricerca non ha portato ad evoluzioni significative in merito all’ingombro dei profilati i quali sono rimasti più o meno gli stessi.
Si può concludere dicendo che come la si vuole vedere il sistema alluminio pur modificandosi nel tempo non ha apportato significativi progressi di design. Sostanzialmente questo tipo di chiusura è a tutti gli effetti un aumento di cubatura per 2 aspetti fondamentali:

  1. Il telaio e le ante sono estremamente visibili sia ad ante aperte sia ad ante chiuse.
  2. Il vetro camera (doppio o triplo) e le guarnizioni rendono il serramento una chiusura stagna.

Passando ora ad analizzare il sistema di PARETI FRANGIVENTO di VETRATE PANORAMICHE ITALIANE, si può evidenziare come quest’ultimo abbia modificato completamente il modo di schermare i balconi, le terrazze, le logge, i patii, le verande, le pergotende ecc.., in quanto i pannelli vetrati frangivento che vengono utilizzati per la realizzazione di detto sistema:

  • risultano totalmente trasparenti alla vista, non essendo intelaiati,
  • sono pannelli a tutta altezza con una larghezza variabile di 60-80 cm,
  • non risultano sorretti da montanti laterali, essendo installati unicamente su una guida inferiore ed una superiore assolutamente “minimal” di circa 4 cm,
  • scorrono sulle guide andando ad impacchettarsi totalmente sulle murature laterali e scomparendo quasi totalmente alla vista (tale vantaggio è possibile grazie alla dimensione ridotta dei singoli pannelli).

Il sistema in questione, totalmente innovativo ed ultratecnologico, come detto, non prevede di per sé nessun profilo di metallo verticale ma i pannelli sono interamente in vetro trasparente molto sottile. Il risultato finale è una superficie lucifera (parte di solo vetro) che risulta sfruttata al 98%.
Tale soluzione non sembra avere limiti di composizione, per cui si può raggiungere qualsiasi tipologia di percorso, finanche i più complicati balconi curvi in pianta, oppure situazioni ad L o ad U. La facilità di modulazione di tale sistema praticamente non ha nè limiti di percorso, né limiti di lunghezza.

La colorazione delle guide minimal (unico elemento visibile) con le colorazioni pressoché infinite integra perfettamente il sistema su qualsiasi applicazione rendendo le pareti frangivento praticamente quasi invisibili ed in armonia con i contesti architettonici. Le pareti frangivento installate anche a macchia di leopardo sulle facciate risultano integrate e non alterano la vista di insieme.
Il sistema di pareti frangivento di VETRATE PANORAMICHE ITALIANE è stato reso minimal poiché non ha carrelli superiori (il sistema è in appoggio e corre su pattini in teflon autolubrificato) ed è la guida stessa di dimensioni estremamente piccole che rende il sistema particolarmente accattivante.
Effettuando una comparazione con il sistema di serramenti tradizionali, tuttavia, emergono una serie di differenze sostanziali tra i due prodotti (sistema tradizionale e pareti Frangivento di Vetrate Panoramiche Italiane, consistenti principalmente nell’impossibilità di raggiungere, con detto ultimo sistema, le prestazioni elevate garantite dalle vetrate con serramenti di tipo tradizionale, in quanto:

  1. Le pareti frangivento di VETRATE PANORAMICHE ITALIANE sono molto sottili e non hanno vetro camera, pertanto non sono performanti né a livello acustico, né a livello termico.
  2. Non hanno guarnizioni in dutral (giunto aperto o di battuta) pertanto non sono a tenuta stagna, circostanza che non le rende impermeabili in caso di piogge, avverso le quali il sistema in analisi funge da barriera protettiva all’ambiente in cui viene installato al pari di un comune tendaggio o telo in pvc.

In conclusione, dall’analisi effettuata, si ritiene che le pareti frangivento di VETRATE PANORAMICHE ITALIANE, ove installate su terrazzi e/o balconi, a differenza delle vetrate con serramenti di tipo tradizionale, non garantendo i requisiti minimi richiesti dalla normativa vigente in termini di isolamento termico, isolamento acustico, risparmio energetico e tenuta stagna, a differenza di installazioni con serramenti di tipo tradizionale, non creino nuova cubatura, essendo volti a realizzare unicamente un sistema protettivo dagli agenti atmosferici sì innovativo in termini di design, ma paragonabile quanto a prestazioni isolanti ad un tendaggio in materiale leggero, rispetto al quale tuttavia garantiscono in ogni caso migliori prestazioni in termini di pressochè totale invisibilità della struttura.

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